Interessante
e bellissimo per chi vuole cercare di far luce su uno dei periodi più
oscuri della storia d'
Italia.
Dalla
quarta di copertina:
Baldoni
e
Provvisionato,
giornalisti entrambi, ma provenienti da due storie politiche e culturali agli
antipodi, si incontrano sul finire degli
anni
’80 e danno vita
ad un lavoro dalle caratteristiche inedite:
LA NOTTE
PIÙ LUNGA DELLA REPUBBLICA. Sinistra e destra. Ideologie, estremismi, lotta
armata, una
ricognizione senza veli e senza pregiudizi, tra le vite di un paio di
generazioni che hanno pagato sulla loro pelle la
strategia della
tensione,
messa in opera da chi aveva interesse a radicalizzare l’antagonismo
politico-ideologico tra la destra
e la
sinistra,
per blindare il sistema e assestare il potere al centro dello schieramento
politico. Dal movimento
studentesco
alla nascita dei gruppi
della sinistra
extraparlamentare;
dall’avvento del
partito
armato
al
caso
Moro fino
alla sconfitta delle Brigate
rosse; dalla
strage di Acca
Larentia allo
spontaneismo
armato della
destra radicale e poi lo stragismo,
il golpismo,
i delitti
politici, le trame dei
corpi dello
Stato, gli intrighi di
Palazzo. Oggi, agli
inizi del terzo millennio, la notte più lunga della Repubblica è
davvero finita? Solo
alcuni degli angoli oscuri "degli anni di piombo" sono stati illuminati. Ma
molte sono le ferite ancora aperte. Numerosi i misteri di Stato ancora da
chiarire, come pure i passaggi, ancora in ombra, che hanno consentito la
ripresa, sul piano nazionale, di un terrorismo spietato (i delitti
D’Antona
e Biagi).
Anche i movimenti
giovanili sono cambiati, a sinistra come a destra. Ma mentre la prima può
contare su un fenomeno nuovo e ancora tutto da analizzare, quello della
contestazione No
global, la seconda si
dibatte in una crisi d’identità senza precedenti. Come se non
bastasse, dopo la tragedia
dell’11
settembre
2001, cresce
e si afferma un nemico planetario di straordinaria potenza: il
terrorismo
di matrice
islamica.
E allora è
davvero necessario chiedersi: A che punto è la
notte?